Purtroppo, almeno in alcuni casi, la risposta è sì.
Secondo quanto riportato da La Zampa, una gatta che stava allattando i propri cuccioli sarebbe stata presa di mira come fosse un bersaglio da colpire. Un gesto che non può essere liquidato come una "ragazzata" o una bravata: dietro un comportamento simile c'è un totale annullamento dell'empatia verso un essere vivente.
Quando la vita diventa un gioco
Un animale non è un oggetto. Non è un bersaglio. Non è qualcosa con cui divertirsi.
Quella gatta non stava facendo nulla se non ciò che la natura le aveva affidato: prendersi cura dei propri piccoli. Chiunque abbia osservato una mamma animale sa quanta dedizione e protezione metta nei confronti dei cuccioli. Interrompere tutto questo con un atto di violenza significa infliggere sofferenza non solo all'animale colpito, ma anche ai piccoli che dipendono completamente da lei.
La violenza normalizzata
Ogni volta che qualcuno prova piacere nel colpire un animale per divertimento, dovremmo chiederci cosa abbia portato a una simile perdita di sensibilità.
In parte, questa normalizzazione della violenza esiste già nella nostra società. La caccia, ad esempio, viene ancora praticata da molti come attività ricreativa e viene presentata come uno svago. È un tema che divide profondamente l'opinione pubblica, ma resta il fatto che per alcune persone l'uccisione di un animale viene vissuta come intrattenimento.
Arrivare però a trasformare una madre che allatta in un bersaglio significa compiere un ulteriore passo verso qualcosa di ancora più inquietante: non c'è alcuna necessità, alcuna finalità alimentare o gestionale invocata, ma solo il gesto violento fine a sé stesso.
Non è una bravata
Quando si parla di episodi come questo si sente spesso dire:
"Sono solo ragazzi."
Oppure:
"Non si rendono conto."
Ma imparare il rispetto per gli animali significa imparare il rispetto per la vita. Minimizzare questi episodi rischia di trasmettere il messaggio che la sofferenza di un essere vivente valga meno perché appartiene a una specie diversa dalla nostra.
Una società si misura anche da questo
Il modo in cui trattiamo gli animali racconta molto di chi siamo.
Una società davvero civile non si limita a indignarsi quando un caso finisce sui giornali. Educa al rispetto fin dall'infanzia, interviene quando emergono comportamenti crudeli e ricorda che la sensibilità verso gli animali non è debolezza, ma un indicatore di maturità e responsabilità.
Perché nessun essere vivente dovrebbe mai diventare un bersaglio per il divertimento di qualcuno.
Fonte: La Stampa
L'immagine di copertina ha carattere puramente illustrativo
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