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Che fine hanno fatto? Gli aggiornamenti sui casi di cronaca animale che abbiamo seguito

Che fine hanno fatto gli animali e le indagini di cui abbiamo parlato? Torniamo sui casi di Sciacca, Benevento, Padova, Ivrea e altre vicende per raccontare gli sviluppi e ciò che ancora resta da chiarire.

Pubblicato: 04/10/2026

Dai cuccioli di Sciacca ai gatti scomparsi di Padova, fino ai piccoli gettati in un fiume a Benevento: siamo tornati sulle storie raccontate nelle ultime settimane per capire cosa sia accaduto dopo. Perché una notizia non dovrebbe finire quando smette di occupare le prime pagine.

Su AnimaliSOS raccontiamo spesso storie difficili. Denunce, animali salvati all'ultimo momento, indagini e procedimenti giudiziari.

Ma dopo?

Quando l'attenzione dei social si sposta sulla notizia successiva, quei procedimenti continuano, gli animali devono essere curati, le indagini vanno avanti e qualcuno deve ancora rispondere di ciò che è accaduto.

Per questo abbiamo deciso di tornare su alcuni dei casi che abbiamo seguito nelle ultime settimane.

Sciacca: nessuna assoluzione per i cani lasciati sul terrazzo

È probabilmente l'aggiornamento che richiede maggiore chiarezza.

A Sciacca quattro cuccioli morirono dopo essere stati lasciati insieme ad altri cani su un terrazzo, esposti a temperature elevatissime. OIPA denunciò il caso dopo il recupero degli animali. OIPA

Nelle ultime settimane alcuni contenuti circolati sui social possono aver generato l'impressione che la vicenda si sia conclusa favorevolmente per gli indagati.

Non è così.

Il Tribunale ha respinto la richiesta della Procura di applicare gli arresti domiciliari a un padre e a suo figlio, rispettivamente di 68 e 41 anni.

Per il 68enne il giudice non ha ravvisato gravi indizi di colpevolezza sufficienti per la misura cautelare; per il 41enne l'ipotesi di reato è stata riqualificata in maltrattamento di animali aggravato dalla morte. Enna Notizie

Il rigetto di una misura cautelare non equivale però a un'assoluzione.

Non si tratta di una sentenza definitiva sulla responsabilità penale.

Nel frattempo c'è un'altra notizia importante: il Comune di Sciacca ha annunciato la propria costituzione di parte civile nel processo. Agrigento

E soprattutto i cani sopravvissuti sono al sicuro: l'affido definitivo è stato ottenuto dalla Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell'Ambiente. Corriere della Sera

La giustizia, dunque, deve ancora fare il proprio corso.

Benevento: tre cuccioli ce l'hanno fatta

Avevamo raccontato la terribile vicenda della cucciolata gettata in un fiume all'interno di un sacchetto.

Uno dei piccoli era già morto quando erano arrivati i soccorsi.

Purtroppo successivamente un secondo cucciolo, il più debole, non ce l'ha fatta.

Ma finalmente possiamo raccontare anche qualcosa di diverso.

Gli altri tre cuccioli sono sopravvissuti.

OIPA ha comunicato che sono stati affidati temporaneamente ai propri volontari e hanno iniziato lo svezzamento. Servono ancora cibo puppy/starter, traversine, pappe specifiche, visite veterinarie e vaccinazioni. OIPA

Tre piccole vite che qualcuno aveva deciso di eliminare gettandole in un fiume hanno quindi avuto una seconda possibilità.

Ed è anche grazie alle persone che, invece di voltarsi dall'altra parte, hanno segnalato, soccorso e aiutato.

Adrano: dopo la “casa degli orrori”

Un altro caso che abbiamo seguito è quello di Adrano, in Sicilia.

La vicenda aveva provocato enorme indignazione per le condizioni nelle quali erano stati trovati alcuni animali e per la morte di alcuni cani.

Gli sviluppi successivi hanno portato alla denuncia dell'uomo coinvolto e al suo ricovero a seguito di un trattamento sanitario obbligatorio. Un altro cane trovato fortemente malnutrito è stato invece recuperato.

ENPA ha inoltre riferito che l'intervento era stato preceduto da un proprio esposto alla Procura di Catania, corredato dalle testimonianze di numerosi residenti e da materiale audiovisivo.

Il 5 settembre ad Adrano si è svolta anche una manifestazione per chiedere giustizia e maggiori tutele per gli animali.

Anche in questo caso, quindi, la storia giudiziaria non può essere considerata conclusa.

Padova: quattordici gatti scomparsi e quattro giovani indagati

È uno dei casi sui quali continueremo a cercare risposte.

Tra il 2024 e il 2025 almeno quattordici gatti sarebbero scomparsi nella zona della Stanga, a Padova. Alcuni animali sarebbero successivamente ricomparsi feriti, denutriti o con segni compatibili con maltrattamenti.

Quattro giovani risultano indagati dalla Procura di Padova.

L'indagine è coordinata dal pubblico ministero Roberto D'Angelo e gli accertamenti sono stati affidati al Nucleo tutela animali della Polizia locale. Corriere del Veneto

OIPA aveva inoltre annunciato una propria denuncia chiedendo che venisse fatta piena luce anche sulla inquietante ipotesi dell'esistenza di materiale audiovisivo relativo alle violenze. OIPA

Al momento non abbiamo trovato fonti attendibili che documentino sviluppi giudiziari successivi.

E proprio per questo continueremo a cercarli.

Angel, il gattino di Ivrea: ancora nessuna risposta definitiva

Abbiamo raccontato anche la storia di Angel, il piccolo gatto morto dopo essere stato presumibilmente lanciato da un'automobile.

Un episodio ancora più difficile da comprendere considerando che, secondo quanto emerso all'epoca, a poca distanza si trovava una struttura alla quale l'animale avrebbe potuto essere affidato.

Al momento non risultano aggiornamenti pubblici affidabili che consentano di affermare che il responsabile sia stato identificato.

Anche Angel, quindi, rimane nella nostra lista dei casi aperti.

Pongo: dopo l'abbandono è arrivata la solidarietà

Pongo era stato lasciato senza le cure necessarie mentre chi avrebbe dovuto occuparsi di lui si trovava in vacanza.

Dopo il suo recupero, però, intorno al cane si è creata una vera mobilitazione.

Associazioni, cittadini e veterinari si sono attivati per permettergli di ricevere le cure necessarie e la sua storia è arrivata anche all'attenzione della Rai.

Non abbiamo invece trovato, al momento, informazioni sufficientemente attendibili per poter annunciare la conclusione dell'eventuale procedimento o una sistemazione definitiva.

E quindi anche su Pongo torneremo.

Raccontare una notizia significa anche ricordarsene

C'è una ragione per cui abbiamo voluto realizzare questo aggiornamento.

Ogni giorno Internet viene attraversato da immagini terribili. Per qualche ora migliaia di persone commentano, condividono e si indignano.

Poi arriva un'altra storia.

E quella precedente scompare.

Ma gli animali coinvolti non scompaiono insieme alla notizia.

Un'indagine può durare mesi. Un processo anche anni. Un animale recuperato può aver bisogno di cure molto dopo che il suo video ha smesso di circolare sui social.

Per questo AnimaliSOS vuole provare a fare una cosa molto semplice: ricordare.

Torneremo periodicamente sui casi che abbiamo raccontato, cercando gli sviluppi delle indagini, l'esito dei procedimenti e soprattutto notizie degli animali sopravvissuti.

Quando arriverà una condanna, la racconteremo.

Quando un'indagine verrà archiviata, racconteremo anche quella.

Quando emergeranno elementi che modificano quanto inizialmente conosciuto, correggeremo e aggiorneremo.

E quando uno degli animali di cui abbiamo parlato troverà finalmente una famiglia, saremo molto più felici di raccontare quella notizia.

Perché seguire una storia fino alla fine è parte del nostro modo di fare informazione.

AnimaliSOS continuerà a chiedere: che fine hanno fatto?

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