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Blitz dei Carabinieri al Canile Comunale di Genova: sequestrati animali e aperta un'indagine

I Carabinieri del Nucleo CITES sono intervenuti presso il Canile Comunale di Genova. Alcuni animali sono stati sequestrati e trasferiti in altre strutture mentre proseguono gli accertamenti sulla gestione del rifugio.

Pubblicato: 18/06/2026

Blitz dei Carabinieri al Canile Comunale di Genova: sequestrati cani e gatti, aperta un'indagine

GENOVA – Un controllo dei Carabinieri del Nucleo CITES ha portato al sequestro di diversi animali all'interno del canile comunale di Monte Contessa, una delle principali strutture di ricovero per animali del capoluogo ligure. Secondo quanto riportato dalle prime ricostruzioni, gli investigatori avrebbero riscontrato situazioni ritenute incompatibili con il benessere animale, avviando immediatamente gli accertamenti del caso.

L'operazione si è svolta nel pomeriggio di martedì con il supporto di un medico veterinario specializzato. Durante l'ispezione sarebbero stati sequestrati tredici cani e diversi gatti, successivamente trasferiti in altre strutture per ricevere assistenza e cure adeguate. Alcuni animali sarebbero stati trasferiti anche fuori dal territorio comunale.

Secondo le informazioni emerse nelle ore successive, gli animali sarebbero stati trovati in condizioni tali da richiedere un intervento immediato delle autorità. Diverse fonti parlano di criticità legate al sovraffollamento della struttura e alla gestione degli spazi destinati agli animali ospitati.

L'associazione che gestisce il canile ha replicato alle contestazioni, spiegando che il controllo sarebbe avvenuto in un momento particolarmente delicato della giornata, coincidente con le operazioni di pulizia e con gli orari di visita. La stessa associazione ha inoltre evidenziato le difficoltà che da tempo interessano la struttura, tra cui il numero elevato di animali presenti e la crescente difficoltà nel trovare adozioni, soprattutto per soggetti anziani, malati o con esigenze particolari.

Al momento le indagini risultano ancora in corso e non sono stati resi noti eventuali provvedimenti giudiziari nei confronti dei responsabili della gestione. Saranno gli accertamenti delle autorità competenti a stabilire se le criticità rilevate siano riconducibili a carenze organizzative, a problemi strutturali o ad altre responsabilità.

Quando il problema non è solo il singolo canile

Questa vicenda riporta al centro dell'attenzione un tema spesso ignorato: il sovraffollamento delle strutture di ricovero. Molti canili italiani si trovano a gestire numeri sempre più elevati di animali, spesso senza risorse economiche adeguate, personale sufficiente o supporto istituzionale costante.

Ciò non può e non deve diventare una giustificazione per eventuali situazioni di sofferenza animale. Al contrario, dovrebbe rappresentare un campanello d'allarme per le istituzioni e per la società civile. Ogni cane o gatto che entra in una struttura di accoglienza ha diritto a cure, dignità e condizioni di vita adeguate.

In attesa che l'inchiesta faccia piena luce sui fatti, resta una certezza: gli animali non possono pagare il prezzo di inefficienze, carenze gestionali o abbandoni collettivi.

AnimaliSOS continuerà a seguire la vicenda e ad aggiornare i lettori non appena emergeranno ulteriori sviluppi.

Fonti: Primocanale, Liguria Oggi.

(L'immagine è puramente illustrativa)

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