25 ottobre 2026 | Redazione AnimaliSOS | Attualità e tutela animale
Un cane non è un manganello, non è uno scudo e non dovrebbe mai diventare uno strumento per incutere paura. AnimaliSOS condivide le preoccupazioni espresse dall'Ente Nazionale Protezione Animali sulla proposta di utilizzare unità cinofile per il contenimento delle manifestazioni di piazza.
La proposta di Futuro Nazionale e la reazione di ENPA
Il 20 ottobre 2026, nell'ambito di una proposta di riforma delle misure per l'ordine pubblico, Futuro Nazionale ha avanzato l'ipotesi di utilizzare cani addestrati per attività di sbarramento, dissuasione psicologica e contenimento dei gruppi violenti durante le manifestazioni.
L'iniziativa, illustrata dal deputato Edoardo Ziello e sostenuta da Roberto Vannacci, prevede anche altre misure per contrastare gli episodi di violenza nelle piazze.
La reazione dell'Ente Nazionale Protezione Animali è stata immediata. L'associazione ha contestato duramente il possibile impiego degli animali come strumenti di repressione, richiamando anche i metodi utilizzati dai regimi autoritari del passato.
Il cane non sceglie di partecipare a uno scontro
Esiste una questione fondamentale che rischia di passare in secondo piano nel dibattito politico: il cane non sceglie di trovarsi in mezzo a una manifestazione violenta.
Non comprende le ragioni di uno scontro politico, non conosce le responsabilità dei manifestanti e non può valutare autonomamente la legittimità delle azioni che gli vengono richieste.
Eppure potrebbe essere chiamato a operare in un ambiente caratterizzato da urla, petardi, fumogeni, lacrimogeni, esplosioni e movimenti improvvisi della folla.
Situazioni che possono sottoporlo a uno stress intenso, anche quando si tratta di un animale addestrato.
L'addestramento può migliorare la capacità di risposta e il controllo dell'animale, ma non elimina la possibilità di paura, dolore, disorientamento o reazioni impreviste.
E soprattutto non rende il cane immune dai pericoli fisici.
La sicurezza pubblica non deve trasformarsi in sofferenza animale
È necessario fare una distinzione.
Le unità cinofile svolgono da anni compiti importanti e spesso indispensabili: ricerca di persone disperse, individuazione di sostanze pericolose, attività investigative e operazioni di sicurezza.
Sono attività nelle quali il rapporto tra cane e conduttore, l'addestramento e le procedure operative rivestono un ruolo fondamentale.
Ma impiegare deliberatamente un animale per incutere timore o esercitare pressione fisica su una folla solleva questioni etiche e di sicurezza profondamente diverse.
ENPA ha evidenziato il rischio che un cane sottoposto a un forte sovraccarico sensoriale possa reagire in modo imprevedibile, mettendo potenzialmente in pericolo se stesso, i manifestanti, i passanti e gli operatori delle forze dell'ordine.
Non si tratta di negare la necessità di tutelare la sicurezza pubblica o di giustificare episodi di violenza.
Chi commette reati deve risponderne secondo la legge.
Ma la gestione dell'ordine pubblico è una responsabilità umana e istituzionale. Non dovrebbe comportare l'utilizzo degli animali come strumenti di intimidazione.
Gli animali sono esseri senzienti, non attrezzature operative
Il quadro giuridico italiano ed europeo riconosce un principio fondamentale: gli animali meritano tutela in quanto esseri capaci di provare sensazioni e sofferenza.
L'articolo 9 della Costituzione italiana, modificato nel 2022, affida alla legge dello Stato la disciplina delle forme e dei modi di tutela degli animali.
L'articolo 13 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea riconosce espressamente gli animali come esseri senzienti.
Questi principi dovrebbero orientare anche le scelte riguardanti l'impiego degli animali nei servizi pubblici.
Un cane può essere addestrato a eseguire ordini, ma rimane un essere vivente dotato di sensibilità e bisogni propri.
Non può essere considerato un semplice dispositivo da utilizzare nelle situazioni di maggiore tensione.
AnimaliSOS: la tutela degli animali deve venire prima di ogni strumentalizzazione
AnimaliSOS condivide il principio sostenuto da ENPA: nessun animale dovrebbe essere trasformato in uno strumento di repressione o intimidazione.
La nostra posizione non riguarda l'appartenenza politica di chi presenta una proposta, ma le conseguenze che determinate scelte possono avere sugli animali.
Riconosciamo il valore delle unità cinofile e il lavoro dei conduttori che operano quotidianamente al fianco dei loro cani.
Proprio per questo riteniamo necessario distinguere le attività specialistiche di sicurezza dall'utilizzo degli animali per esercitare pressione psicologica o fisica sulle persone.
Un cane non dovrebbe essere esposto a rischi evitabili per svolgere una funzione che risponde a decisioni esclusivamente umane.
Il nostro appello: proteggere chi non può scegliere
AnimaliSOS sostiene la richiesta di ENPA di ritirare le disposizioni che prevedono l'impiego dei cani come strumenti di repressione nelle piazze.
Chiediamo che ogni valutazione sull'utilizzo delle unità cinofile tenga conto prioritariamente del benessere degli animali, dei rischi operativi e della sicurezza di tutte le persone coinvolte.
Il rispetto degli animali non può essere un principio da ricordare soltanto quando è conveniente.
Deve valere anche nelle circostanze più difficili.
Perché un cane non è un'arma. Non è un oggetto. Non è uno strumento di paura. È un essere vivente, e la sua dignità merita di essere rispettata. Sempre.
Redazione AnimaliSOS
Fonti e approfondimenti
🐾 Questa storia non finisce qui.
Molte notizie continuano nei giorni successivi con nuovi sviluppi, provvedimenti, salvataggi, adozioni e aggiornamenti. Sul canale WhatsApp ufficiale di AnimaliSOS puoi seguire ciò che accade senza perderti le novità più importanti.
- Aggiornamenti sulle notizie
- Emergenze e segnalazioni urgenti
- Nuovi articoli e approfondimenti
- Guide e informazioni utili
- Iniziative e campagne
- Salvataggi, adozioni e lieti finali
Nessuno spam: solo notizie, emergenze e aggiornamenti utili.