Un gatto che salta meno, dorme più a lungo o non raggiunge più il suo posto preferito potrebbe non essere semplicemente “diventato pigro”: potrebbe provare dolore.
Quali problemi articolari possono colpire il gatto?
Una delle cause più frequenti di dolore articolare è l’osteoartrosi, una patologia degenerativa che provoca il progressivo deterioramento delle articolazioni.
Può interessare anche gatti relativamente giovani, ma diventa più comune con l’avanzare dell’età. Le articolazioni maggiormente coinvolte sono generalmente:
- gomiti;
- anche;
- ginocchia;
- spalle;
- colonna vertebrale;
- articolazioni delle zampe.
Anche traumi, cadute, precedenti fratture, anomalie congenite, obesità e alcune malattie possono favorire la comparsa di dolore e difficoltà di movimento.
I principali segnali di dolore articolare nel gatto
A differenza del cane, il gatto con problemi articolari non mostra sempre una zoppia chiaramente riconoscibile. Il primo indizio è spesso un cambiamento nel modo in cui affronta le normali attività quotidiane.
Salta meno o esita prima di saltare
Un gatto che prima raggiungeva facilmente il letto, il divano o il davanzale potrebbe cominciare a:
- osservare a lungo il punto da raggiungere;
- prepararsi più volte prima del salto;
- scegliere superfici più basse;
- arrampicarsi usando le zampe anteriori;
- rinunciare completamente al salto;
- scendere in più passaggi anziché con un unico movimento.
La riluttanza a saltare è uno dei segnali più caratteristici di un possibile dolore muscolo-scheletrico.

È rigido quando si alza
Dopo aver dormito o riposato a lungo, il gatto può apparire rigido, camminare lentamente per alcuni passi oppure avere bisogno di qualche secondo prima di muoversi normalmente.
La rigidità può risultare più evidente al mattino, nei periodi freddi o dopo una lunga inattività.
Sale o scende le scale con difficoltà
Il gatto potrebbe affrontare le scale più lentamente, fermarsi durante il percorso oppure muoversi con un’andatura insolita. Alcuni gatti salgono facendo avanzare entrambe le zampe posteriori quasi contemporaneamente oppure evitano del tutto i piani superiori.
Gioca e si muove meno
Il dolore può ridurre progressivamente la voglia di correre, inseguire oggetti o interagire. Il gatto potrebbe:
- interrompere prima il gioco;
- ignorare giochi che prima lo interessavano;
- dormire più a lungo;
- trascorrere molto tempo nello stesso punto;
- esplorare meno l’ambiente.
Non sempre si tratta di un normale effetto dell’età. Un gatto anziano conserva comunque interesse verso ciò che lo circonda, se le sue condizioni fisiche gli consentono di muoversi senza dolore.

Cambia il modo di lavarsi
Il dolore alla colonna vertebrale, alle anche o alle zampe può rendere difficile raggiungere alcune parti del corpo. Il mantello può quindi apparire:
- opaco;
- arruffato;
- annodato;
- unto;
- poco curato, soprattutto sulla schiena e nella zona posteriore.
Altri gatti, invece, leccano insistentemente una determinata area nel tentativo di alleviare il fastidio.
Ha difficoltà a usare la lettiera
Entrare in una lettiera dai bordi alti, accovacciarsi o mantenere la posizione può diventare doloroso. Il gatto potrebbe sporcare accanto alla vaschetta, urinare o defecare fuori dalla lettiera oppure trattenersi più a lungo.
Questo comportamento non deve essere considerato un dispetto. Può indicare dolore articolare, ma anche problemi urinari, intestinali o altre condizioni che richiedono una valutazione veterinaria.
Non usa più il tiragraffi
Allungare il corpo e fare pressione sulle articolazioni può risultare scomodo. Il gatto può quindi utilizzare meno il tiragraffi, soprattutto se è verticale e richiede di sollevarsi sulle zampe posteriori.
Anche artigli diventati troppo lunghi possono essere una conseguenza della ridotta attività e del minore utilizzo del tiragraffi.
Non gradisce più essere toccato
Un gatto precedentemente affettuoso può allontanarsi quando viene accarezzato sulla schiena, sulle anche o vicino alle zampe. In alcuni casi potrebbe:
- irrigidirsi;
- girarsi improvvisamente;
- miagolare;
- soffiare;
- graffiare o tentare di mordere.
Non significa necessariamente che il suo carattere sia cambiato: potrebbe cercare di proteggere una zona dolorante.
Si nasconde o diventa più irritabile
Il dolore cronico può influire profondamente sul comportamento. Il gatto può cercare luoghi isolati, interagire meno con persone e altri animali oppure diventare più nervoso e aggressivo.
Secondo la Feline Veterinary Medical Association, i cambiamenti comportamentali rappresentano uno degli indicatori più importanti del dolore nel gatto, proprio perché questa specie tende a nascondere la propria vulnerabilità.
Come osservare il gatto in casa
Per aiutare il veterinario è utile controllare il gatto mentre svolge spontaneamente le normali attività, senza costringerlo a muoversi o manipolarne le articolazioni.
Possiamo osservare:
- come si alza dopo il riposo;
- come cammina e corre;
- se distribuisce il peso in modo uniforme;
- come sale e scende dal divano;
- se utilizza ancora i suoi posti preferiti;
- quanto tempo dedica alla pulizia;
- come entra e si posiziona nella lettiera;
- se sono cambiate la voglia di giocare e l’interazione sociale.
Registrare brevi video può essere molto utile. Durante la visita, infatti, il gatto potrebbe rimanere immobile per paura oppure mascherare il problema a causa dello stress. Le riprese realizzate nel suo ambiente abituale permettono al veterinario di valutare movimenti che in ambulatorio potrebbero non essere visibili.
Può essere utile anche annotare le attività che il gatto non riesce più a svolgere e confrontarne l’andamento nel tempo.
Come viene effettuata la diagnosi?
Nessun singolo comportamento permette di diagnosticare con certezza un problema articolare. Gli stessi segnali possono essere causati anche da disturbi neurologici, muscolari, metabolici o da altre patologie dolorose.
Il veterinario valuterà la storia clinica, i cambiamenti osservati in casa, la postura, la massa muscolare e la mobilità delle articolazioni. Se necessario potrà richiedere radiografie o altri accertamenti.
L’intensità dei cambiamenti visibili nelle radiografie, tuttavia, non sempre corrisponde esattamente al dolore percepito dal gatto. Per questo le osservazioni di chi vive quotidianamente con lui sono particolarmente importanti.
Come aiutare in casa un gatto con difficoltà articolari
In attesa della visita, o seguendo il piano indicato dal veterinario, alcune modifiche ambientali possono rendere più semplici le attività quotidiane:
- predisporre rampe o piccoli gradini per raggiungere divano e letto;
- utilizzare lettiere ampie e con un ingresso basso;
- collocare acqua, cibo e lettiera in punti facilmente raggiungibili;
- evitare pavimenti troppo scivolosi;
- sistemare tappeti antiscivolo lungo i percorsi abituali;
- offrire cucce morbide, calde e facilmente accessibili;
- preferire tiragraffi orizzontali o leggermente inclinati;
- mantenere il gatto nel suo peso forma;
- evitare di obbligarlo a saltare o a compiere movimenti dolorosi.
Se in casa sono presenti più piani, può essere utile predisporre acqua, cibo e almeno una lettiera su ciascun livello.
Attenzione ai farmaci per uso umano
Non bisogna mai somministrare al gatto antidolorifici o antinfiammatori destinati alle persone senza una precisa prescrizione veterinaria.
Farmaci di uso comune possono essere estremamente tossici. Il paracetamolo, in particolare, può provocare un avvelenamento grave e potenzialmente mortale anche in quantità relativamente piccole. Anche ibuprofene, naprossene e altri medicinali possono causare danni seri.
La terapia deve essere scelta dal veterinario tenendo conto dell’età del gatto, della funzionalità renale ed epatica, delle altre eventuali patologie e dei farmaci già assunti.
Quando rivolgersi al veterinario?
È consigliabile prenotare una visita quando un cambiamento nella mobilità persiste, si ripete o condiziona le normali attività del gatto.
Occorre contattare rapidamente il veterinario se il gatto:
- non riesce ad alzarsi o camminare;
- trascina una o più zampe;
- manifesta un dolore improvviso e intenso;
- presenta gonfiore evidente;
- ha subito una caduta o un trauma;
- smette di mangiare;
- non utilizza la lettiera o non riesce a urinare;
- respira affannosamente;
- appare molto abbattuto.
Un’improvvisa incapacità di utilizzare le zampe posteriori, soprattutto se accompagnata da forte dolore, vocalizzazioni o estremità fredde, rappresenta un’emergenza veterinaria.
Non è sempre “colpa dell’età”
Rallentare non significa necessariamente invecchiare. Dietro un gatto che non salta più, dorme continuamente o trascura il proprio mantello può nascondersi un dolore articolare rimasto inosservato.
Riconoscere precocemente questi piccoli cambiamenti permette di intervenire e migliorare concretamente la sua qualità di vita. Non dobbiamo aspettare che il gatto zoppichi o si lamenti: spesso il suo modo di chiedere aiuto consiste semplicemente nello smettere di fare ciò che prima faceva senza difficoltà.
Fonti
- International Cat Care – Arthritis in cats
- Feline Veterinary Medical Association – Chronic Pain Assessment
- Cornell Feline Health Center – Is Your Cat Slowing Down?
Immagini di repertorio – Pixabay
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