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Gli elefanti sanno davvero dipingere? Dietro quei video c’è una domanda molto più interessante

Un elefante prende un pennello con la proboscide e sulla tela compare un albero. Ma sa davvero cosa sta disegnando? Dietro i video degli elefanti pittori si nasconde una domanda affascinante sulla loro intelligenza e sulla capacità di rappresentare il mondo.

Pubblicato: 25/09/2026

Circolano da anni video sorprendenti: un elefante afferra un pennello con la proboscide, lo avvicina a una tela e comincia a tracciare delle linee. A volte compare un albero. In altri filmati emerge addirittura la sagoma di un elefante.

La prima reazione è quasi inevitabile: ma sta davvero dipingendo?

La risposta più corretta è: sì, l’elefante sta realmente utilizzando il pennello. Ma capire che cosa stia facendo nella sua mente è una questione completamente diversa.

Il pennello è davvero nella sua proboscide

Non serve ricorrere all’intelligenza artificiale per spiegare queste immagini. Esistono da decenni programmi nei quali gli elefanti asiatici vengono abituati alla pittura. L’Asian Elephant Art & Conservation Project, nato negli anni Novanta, ha persino utilizzato e venduto opere realizzate dagli elefanti per raccogliere fondi destinati alla loro tutela.

La straordinaria mobilità della proboscide permette all’animale di controllare un pennello con una precisione che, vista in video, può lasciare increduli.

Ma qui comincia la parte veramente interessante.

Un conto è tracciare delle linee. Un altro è sapere che quelle linee rappresentano un albero

Molti degli elefanti protagonisti di queste esibizioni sono stati addestrati. Possono imparare movimenti e sequenze e ricevere indicazioni dall’addestratore.

Di conseguenza, vedere comparire un albero sulla tela non dimostra automaticamente che nella mente dell’elefante sia avvenuto il processo: “voglio rappresentare un albero”.

È una distinzione fondamentale.

Possiamo insegnare a un animale una sequenza di movimenti che produce per noi un'immagine riconoscibile. Dimostrare che quell'animale comprende la relazione simbolica tra l'oggetto reale e ciò che compare sulla tela richiederebbe invece prove sperimentali molto più forti.

Ed è forse proprio questa la domanda che dovremmo porci davanti a quei video.

Perché non possiamo neppure liquidare tutto con un semplice “è addestrato”

Gli elefanti possiedono capacità cognitive notevoli.

La letteratura scientifica ha documentato problem solving, utilizzo di strumenti e comportamenti sociali estremamente complessi; esperimenti diventati celebri hanno inoltre fornito evidenze di riconoscimento di sé allo specchio in alcuni elefanti.

Questo non significa che un elefante sappia necessariamente realizzare un disegno figurativo comprendendone il significato.

Significa però che la domanda merita di essere posta seriamente.

Se un giorno un esperimento controllato dimostrasse che un elefante, senza essere guidato nella sequenza delle pennellate, osserva qualcosa e ne produce spontaneamente una rappresentazione riconoscibile, non staremmo semplicemente osservando un animale particolarmente bravo con un pennello.

Staremmo studiando una forma di rappresentazione simbolica.

Attenzione però a ciò che i video non mostrano

C'è infine un aspetto che AnimaliSOS ritiene impossibile ignorare.

Un video di pochi secondi mostra il risultato dell'addestramento, non necessariamente come quell'addestramento sia avvenuto né quali siano le condizioni di vita dell'animale.

Ed è particolarmente importante quando le immagini provengono da strutture turistiche.

Un rapporto pubblicato nel 2026 da World Animal Protection, dopo aver valutato 2.849 elefanti in 236 strutture turistiche thailandesi, riferisce che il 69% degli animali osservati viveva in condizioni classificate come povere o inaccettabili. L'organizzazione segnala problemi quali restrizioni, metodi di addestramento coercitivi e limitate possibilità di esprimere comportamenti naturali.

Questo non permette di stabilire come sia stato trattato l'elefante di un particolare video senza identificarne provenienza e struttura. Ma ci ricorda perché uno spettacolo apparentemente innocuo non dovrebbe essere giudicato soltanto dalle immagini che vediamo.

Forse la domanda più importante è un'altra

Davanti a un elefante che tiene un pennello potremmo chiederci se ciò che produce possa essere chiamato arte.

Ma forse stiamo partendo dalla domanda sbagliata.

Non sappiamo se un elefante guardi quelle linee attribuendo loro il significato che attribuiamo noi.

Sappiamo invece qualcosa di molto più importante: davanti a noi abbiamo un animale dotato di memoria, capacità di apprendimento, complessità sociale e una vita cognitiva che la ricerca continua a indagare.

Non abbiamo bisogno di trasformarlo in un piccolo pittore umano per trovarlo straordinario.

E forse il rispetto comincia proprio da qui: cercare di comprendere ciò che un elefante è, invece di stupirci soltanto quando riesce a fare qualcosa che assomiglia a ciò che facciamo noi.

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