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Guardie Zoofile: chi sono, cosa fanno e perché sono fondamentali per il territorio

Dieci domande per capire il ruolo delle Guardie Zoofile e il lavoro operativo di N.O.E.T.A.A. Quando si parla di tutela animale, spesso si pensa soltanto a volontari, rifugi o associazioni. Esiste però una figura operativa fondamentale, ancora oggi poco conosciuta da molti cittadini: la Guardia Zoofila.

Pubblicato: 26/05/2026

Le Guardie Zoofile svolgono attività importantissime di controllo, prevenzione, tutela animale e supporto territoriale, collaborando con enti locali, forze dell’ordine e realtà operative. In molte situazioni rappresentano il primo presidio concreto davanti a segnalazioni di maltrattamento, degrado o gestione non corretta degli animali.

Per approfondire meglio il loro ruolo abbiamo raccolto alcune domande rivolte al Dirigente Superiore Danilo Ivan Bosio, Dirigente nazionale per la formazione Guardie N.O.E.T.A.A., una delle realtà operative più strutturate e presenti sul territorio nazionale.

AnimaliSOS ha inoltre avviato una collaborazione operativa territoriale con N.O.E.T.A.A., finalizzata a migliorare il corretto indirizzamento delle segnalazioni e il coordinamento informativo sul territorio.

Chi è N.O.E.T.A.A.

N.O.E.T.A.A. è un coordinamento nazionale operativo delle Guardie Zoofile presente su numerosi territori italiani, attivo nella tutela degli animali e nella collaborazione con enti, amministrazioni locali e forze dell’ordine.

La realtà opera attraverso strutture territoriali e personale formato, intervenendo nei limiti delle competenze previste dalla normativa vigente.

Nel corso degli anni N.O.E.T.A.A. ha collaborato con:

  1. amministrazioni comunali;
  2. polizie locali;
  3. forze dell’ordine;
  4. servizi territoriali;
  5. realtà operative legate alla tutela animale.

Una presenza concreta che rende il loro lavoro particolarmente importante soprattutto nei casi più delicati.

1. Qual è la situazione più difficile affrontata sul territorio?

Secondo il Dirigente Bosio, tra i casi più complessi vi sono:

  1. strutture abusive;
  2. gravi maltrattamenti;
  3. situazioni di animal hoarding;
  4. animali detenuti in condizioni incompatibili con il loro benessere.

Viene inoltre sottolineato come molti di questi casi evidenzino problematiche sociali e sanitarie profonde, spesso collegate anche a fragilità psichiatriche delle persone coinvolte.

2. Quali sono gli errori più comuni dei cittadini?

Uno degli aspetti più interessanti emersi dall’intervista riguarda la percezione emotiva.

Molte persone segnalano situazioni pensando di trovarsi davanti a un maltrattamento, quando in realtà possono esserci condizioni cliniche o legate all’età avanzata dell’animale.

Per questo motivo viene sottolineata l’importanza:

  1. della preparazione;
  2. della conoscenza;
  3. della verifica;
  4. di evitare accuse superficiali.

3. Quanto è importante la rapidità nelle segnalazioni?

La rapidità può fare la differenza soprattutto nei casi più gravi.

Bosio distingue chiaramente:

  1. situazioni amministrative;
  2. situazioni penali.

Nei casi di maltrattamento grave o violenza sugli animali, una segnalazione tempestiva può evitare ulteriori sofferenze o addirittura salvare la vita dell’animale.

Viene però ricordato anche un aspetto spesso ignorato:

molte Guardie Zoofile operano come volontari, sacrificando tempo libero e risorse personali.

4. Le segnalazioni sui social aiutano davvero?

La risposta del Dirigente Bosio è molto netta.

Secondo la sua esperienza, pubblicare presunti illeciti sui social può essere addirittura controproducente.

Perché?

Perché chi commette attività illecite monitora spesso i social network e può:

  1. cancellare prove;
  2. sparire;
  3. modificare comportamenti;
  4. ostacolare eventuali indagini.

Per questo viene ribadita l’importanza di rivolgersi:

  1. alle forze dell’ordine;
  2. alle Guardie Zoofile;
  3. agli enti competenti;
  4. evitando la “gogna social”.

5. Cosa dovrebbe fare una persona davanti a un sospetto maltrattamento?

Dipende dal tipo di animale.

L’intervista chiarisce una distinzione fondamentale:

  1. fauna selvatica → competenza CC Forestali o Polizia Provinciale;
  2. animali da reddito → servizi veterinari ASL e autorità competenti;
  3. animali d’affezione → FFOO, veterinari pubblici e Guardie Zoofile.

Un passaggio molto importante riguarda anche la formazione:

secondo Bosio, molti operatori pubblici non ricevono preparazione sufficiente sulle normative e sugli illeciti relativi agli animali.

6. Quali casi colpiscono maggiormente le Guardie Zoofile?

La risposta è molto umana.

Non esiste una “classifica del dolore”.

Ogni Guardia può restare segnata da situazioni differenti:

  1. animali lasciati morire senza cure;
  2. cani detenuti a catena per anni;
  3. violenze;
  4. accumuli compulsivi di animali;
  5. sevizie.

Dal punto di vista operativo, naturalmente, i casi penali sono quelli considerati più gravi.

7. Quanto conta la collaborazione tra cittadini e territorio?

Conta enormemente.

Secondo il Dirigente Bosio, la tutela animale funziona davvero soltanto quando esiste collaborazione concreta tra:

  1. cittadini;
  2. amministrazioni;
  3. associazioni;
  4. enti territoriali;
  5. realtà operative.

Ed è proprio questo il principio su cui si basa anche la collaborazione tra AnimaliSOS e N.O.E.T.A.A.: creare una rete territoriale più organizzata, più rapida e più efficace.

8. Le Guardie Zoofile sono sufficienti oggi?

La risposta è semplice: no.

Il numero di animali presenti sul territorio italiano è enorme e le problematiche sono in continua crescita.

Secondo Bosio, il lavoro svolto dalle Guardie Zoofile è fondamentale ma le risorse disponibili non sono mai sufficienti rispetto alle necessità reali.

9. Quanto sono importanti informazione e prevenzione?

Moltissimo.

N.O.E.T.A.A. investe anche nella formazione e nell’educazione, con attività informative rivolte ai cittadini e perfino alle scuole.

La prevenzione serve:

  1. a migliorare il rapporto uomo-animale;
  2. a ridurre comportamenti scorretti;
  3. a diffondere consapevolezza;
  4. a creare una cultura del rispetto.

10. Cosa direbbe a chi vuole diventare Guardia Zoofila?

Forse è una delle risposte più importanti dell’intervista.

Bosio spiega che chi intraprende questo percorso deve imparare a separare la componente emotiva dal ruolo operativo.

Le Guardie Zoofile sono infatti pubblici ufficiali e devono agire secondo legge, non secondo impulso emotivo.

Serve:

  1. equilibrio;
  2. preparazione;
  3. capacità di gestione;
  4. consapevolezza del proprio ruolo.

AnimaliSOS e N.O.E.T.A.A.: collaborazione operativa sul territorio

AnimaliSOS e N.O.E.T.A.A. hanno avviato una collaborazione territoriale orientata al miglioramento della gestione delle segnalazioni riguardanti animali in difficoltà.

L’obiettivo comune è:

  1. favorire il corretto indirizzamento delle segnalazioni;
  2. migliorare il coordinamento informativo;
  3. valorizzare le realtà operative territoriali;
  4. creare una rete concreta a tutela degli animali.

Perché oggi più che mai la tutela animale non può basarsi soltanto sull’indignazione online.

Servono persone formate.

Servono strutture operative.

Servono reti territoriali.

E servono realtà che ogni giorno scelgono di esserci davvero.

Visita il sito ufficiale delle guardie zoofile e ambientali N.O.E.T.A.A

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