Con l’avanzare dell’età, anche i reni del cane possono diventare più vulnerabili. Una delle patologie da tenere sotto controllo nel cane anziano è la malattia renale cronica (MRC), una condizione caratterizzata dalla progressiva perdita della capacità dei reni di svolgere correttamente le proprie funzioni.
Il problema è che, soprattutto nelle fasi iniziali, può essere difficile accorgersene.
Un cane può sembrare apparentemente in buona salute mentre la funzionalità renale sta già diminuendo. Per questo, nel cane senior, i controlli periodici assumono un'importanza particolare.
A cosa servono i reni?
I reni non hanno soltanto il compito di produrre urina. Sono organi fondamentali per mantenere l'equilibrio dell'organismo.
Tra le loro funzioni troviamo la filtrazione delle sostanze di scarto presenti nel sangue, la regolazione dell'acqua e degli elettroliti, il contributo al controllo della pressione arteriosa e il coinvolgimento in importanti meccanismi ormonali.
Quando una parte significativa del tessuto renale perde progressivamente la propria funzionalità, l'organismo riesce inizialmente a compensare. È proprio questa capacità di compensazione che può rendere la malattia difficile da individuare nelle sue prime fasi.
Il primo segnale può essere semplicemente una ciotola dell'acqua che si svuota più velocemente
Uno dei segnali più caratteristici da osservare è un cambiamento nelle abitudini legate all'acqua e alla minzione.
Il cane potrebbe iniziare a bere più del solito e, di conseguenza, urinare più frequentemente o produrre una maggiore quantità di urina.
Sono sintomi che possono avere numerose altre cause e non significano automaticamente che il cane abbia una malattia renale. Tuttavia, soprattutto in un animale anziano, meritano un controllo veterinario.
Un errore da evitare è pensare che il cane beva molto semplicemente "perché è vecchio".
L'aumento persistente della sete dovrebbe essere sempre segnalato al veterinario.
Altri segnali da non sottovalutare
Con il progredire della malattia possono comparire altri cambiamenti.
Tra quelli che il proprietario può osservare troviamo:
- perdita progressiva di peso;
- diminuzione dell'appetito;
- maggiore stanchezza o apatia;
- nausea o episodi di vomito;
- disidratazione;
- debolezza;
- diarrea;
- peggioramento delle condizioni generali;
- alito particolarmente sgradevole;
- nei casi avanzati, lesioni o ulcerazioni all'interno della bocca.
Non è necessario che questi sintomi compaiano contemporaneamente.
Anzi, nelle prime fasi il cane può presentare pochissimi segnali o addirittura nessuno evidente.
Perché scoprirla presto è così importante?
Il tessuto renale che ha perso definitivamente la propria funzionalità generalmente non può essere riportato alle condizioni originarie.
Questo, però, non significa che non si possa fare nulla.
Una diagnosi precoce può permettere al veterinario di individuare eventuali cause o condizioni associate, controllare le complicazioni e impostare una gestione finalizzata a rallentare la progressione della malattia e mantenere una buona qualità di vita.
La malattia renale cronica viene comunemente classificata secondo il sistema IRIS in diversi stadi. La valutazione non dipende soltanto da un singolo valore delle analisi, ma dal quadro complessivo del paziente e può comprendere anche la valutazione della presenza di proteine nelle urine e della pressione arteriosa.
Come viene diagnosticata?
Quando esiste il sospetto di una malattia renale, il veterinario può ricorrere a diversi esami.
Generalmente vengono valutati sangue e urine, attraverso parametri che consentono di ottenere informazioni sulla capacità dei reni di filtrare il sangue e concentrare l'urina.
Tra i valori che possono essere presi in considerazione rientrano creatinina, SDMA e altri parametri ematici, oltre al peso specifico urinario e all'eventuale presenza di proteine nelle urine.
Può inoltre essere necessario misurare la pressione arteriosa.
A seconda del caso, il veterinario potrà richiedere ulteriori accertamenti, come urinocoltura, radiografie o ecografia dell'apparato urinario.
Non esiste quindi un singolo "numero dei reni" capace, da solo, di descrivere completamente la situazione.
Come si interviene?
Il trattamento viene stabilito in base allo stadio della malattia, alle condizioni generali del cane e alle eventuali complicazioni presenti.
Uno degli aspetti fondamentali può essere l'alimentazione specifica per il paziente renale. Le diete veterinarie formulate per questi animali sono studiate per rispondere alle particolari esigenze nutrizionali associate alla riduzione della funzionalità renale.
Non bisogna però improvvisare diete drasticamente povere di proteine o modificare autonomamente l'alimentazione: il fabbisogno deve essere valutato individualmente, soprattutto nel cane anziano, nel quale è importante anche preservare la massa muscolare.
Altrettanto importante è mantenere una buona idratazione.
Il cane deve avere acqua fresca sempre disponibile. Limitare l'acqua a un cane che beve e urina molto può essere pericoloso.
In determinate situazioni il veterinario potrà inoltre prescrivere farmaci o altri interventi per controllare problemi associati, come ipertensione, proteinuria, alterazioni del fosforo, disturbi gastrointestinali, anemia, infezioni urinarie o disidratazione.
Nei pazienti che ne hanno necessità possono essere utilizzati anche fluidi per via endovenosa o sottocutanea, sempre secondo indicazione veterinaria.
Il valore dei controlli nel cane anziano
La caratteristica forse più insidiosa della malattia renale cronica è proprio la sua capacità di rimanere silenziosa.
Aspettare che il cane manifesti sintomi importanti significa rischiare di individuare il problema quando la compromissione renale è già significativa.
Per questo, con l'avanzare dell'età, è utile discutere con il proprio veterinario la frequenza più appropriata dei controlli clinici e degli esami di sangue e urine.
Non bisogna aspettare necessariamente che il cane stia male.
Un controllo eseguito mentre sembra stare perfettamente bene può permettere di confrontare i valori nel tempo e individuare cambiamenti che, osservando soltanto il comportamento dell'animale, sarebbero impossibili da riconoscere.
Quando rivolgersi rapidamente al veterinario
Un cane anziano che improvvisamente smette di mangiare, presenta vomito ripetuto, appare fortemente abbattuto o disidratato, mostra importanti cambiamenti nella quantità di urina oppure non riesce a urinare deve essere valutato rapidamente.
Non tutte queste condizioni sono necessariamente dovute a una malattia renale cronica. Esistono anche problemi renali acuti e altre patologie che possono presentare sintomi simili e richiedere un intervento tempestivo.
Una diagnosi di malattia renale non significa necessariamente una condanna immediata
Sentire parlare di insufficienza o malattia renale può spaventare, soprattutto quando riguarda un cane che ha già molti anni.
Ma esistono diversi gradi di compromissione e ogni animale rappresenta un caso a sé.
La malattia renale cronica non può essere valutata soltanto in base all'età del cane o alla presenza di un singolo valore alterato. Con una diagnosi corretta, controlli regolari, alimentazione adeguata e gestione delle eventuali complicazioni, alcuni cani possono mantenere una buona qualità di vita anche convivendo con una funzionalità renale ridotta.
La cosa più importante è non aspettare i sintomi più evidenti per iniziare a controllare i reni.
Nel cane anziano, osservare piccoli cambiamenti – quanta acqua beve, quanto urina, se mantiene il peso e l'appetito – e affiancarli a controlli veterinari periodici può fare una grande differenza.
Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce la visita, la diagnosi o le indicazioni terapeutiche del medico veterinario.
Fonti
International Renal Interest Society (IRIS), IRIS Guidelines – Staging and Treatment Recommendations for Chronic Kidney Disease in Dogs and Cats, aggiornamento 2026.
Merck Veterinary Manual, Renal Dysfunction in Dogs and Cats e Noninfectious Diseases of the Urinary System in Dogs.
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