Lo shock ipovolemico è una condizione di emergenza nella quale il volume di sangue o di liquidi circolanti nell’organismo si riduce al punto da non riuscire più a garantire un’adeguata perfusione degli organi.
In parole semplici, il cuore continua a pompare, ma nel sistema circolatorio non c’è più un volume sufficiente per portare ossigeno e nutrienti dove servono.
Nel gatto può verificarsi, per esempio, in seguito a una grave perdita di sangue, a un trauma con emorragia interna oppure a una perdita importante di liquidi. È una situazione potenzialmente molto seria che richiede assistenza veterinaria immediata.
Quali possono essere le cause?
Una delle cause più evidenti è un’emorragia esterna importante. Il problema, però, è che la perdita di sangue può avvenire anche all’interno dell'organismo e quindi non essere immediatamente visibile.
Un investimento, una caduta da una certa altezza o un forte trauma possono provocare lesioni interne anche quando esteriormente il gatto sembra non avere ferite particolarmente importanti.
Lo shock ipovolemico può essere associato anche a una perdita molto importante di liquidi, come può accadere in presenza di vomito o diarrea gravi e prolungati, oppure in altre condizioni capaci di determinare una marcata disidratazione.
Come riconoscere i possibili segnali
Non sempre un gatto in shock presenta immediatamente sintomi spettacolari. L'organismo cerca inizialmente di compensare la riduzione del volume circolante e questo può rendere più difficile comprendere la gravità della situazione.
Alcuni segnali devono però far scattare un campanello d'allarme, soprattutto dopo un trauma o in presenza di una possibile perdita di sangue o liquidi.
Tra questi possiamo osservare:
- debolezza improvvisa o difficoltà a reggersi in piedi;
- forte abbattimento e scarsa reattività;
- respirazione più rapida del normale;
- battito cardiaco accelerato;
- gengive molto pallide, biancastre o grigiastre;
- estremità e zampe fredde;
- progressivo stato di confusione o riduzione della risposta agli stimoli;
- collasso o perdita di coscienza nei casi più avanzati.
Le gengive possono fornire un'indicazione particolarmente utile. In condizioni normali dovrebbero apparire rosa. Se diventano insolitamente pallide, soprattutto dopo un trauma, il gatto deve essere valutato urgentemente da un veterinario.
Attenzione alle emorragie interne
Uno degli errori più pericolosi è pensare che, in assenza di sangue visibile, non possa esserci una grave emorragia.
Un gatto che ha subito un investimento, una caduta o un trauma importante può avere una perdita di sangue interna.
In questi casi potrebbero comparire progressivamente debolezza, pallore delle mucose, respirazione accelerata, addome apparentemente dolorante o disteso e una generale riduzione della capacità di reagire.
Un animale traumatizzato che inizialmente sembra stare relativamente bene può quindi peggiorare successivamente.
Per questo motivo un trauma significativo merita sempre una valutazione veterinaria.
Cosa fare se sospettiamo uno shock
La prima regola è semplice: considerarlo un'emergenza e contattare immediatamente un veterinario o un pronto soccorso veterinario.
Nel frattempo è importante ridurre al minimo gli spostamenti e lo stress.
Il gatto dovrebbe essere sistemato delicatamente in un trasportino, possibilmente su una coperta o un asciugamano, mantenendolo al caldo senza surriscaldarlo.
Se ha subito un trauma, bisogna manipolarlo il meno possibile: potrebbero esserci fratture o lesioni interne che non possiamo vedere.
Se è presente un'emorragia esterna accessibile, è possibile esercitare una pressione delicata ma continua sulla zona utilizzando una garza o un tessuto pulito, senza perdere tempo nel tentativo di effettuare medicazioni complesse.
L'obiettivo non è curare lo shock a casa.
L'obiettivo è mantenere il gatto il più stabile possibile durante il trasferimento e raggiungere rapidamente una struttura veterinaria.
Cosa non fare
Non bisogna somministrare farmaci di propria iniziativa, soprattutto medicinali destinati alle persone.
Non bisogna inoltre costringere il gatto a bere o mangiare, in particolare se è molto debole, poco cosciente o ha subito un trauma.
È sconsigliato anche perdere tempo cercando di capire autonomamente quale sia la causa esatta dei sintomi.
Di fronte a un possibile shock, il tempo può essere determinante.
Come viene trattato dal veterinario?
Il trattamento dipende dalla causa e dalla gravità della situazione.
Il veterinario dovrà innanzitutto stabilizzare il paziente e cercare contemporaneamente di comprendere perché il volume circolante si sia ridotto.
Possono essere necessari accessi venosi e fluidoterapia, ossigeno, controllo della temperatura e della pressione, esami del sangue e diagnostica per immagini.
Quando esiste una perdita importante di sangue possono essere necessarie trasfusioni. Se invece è presente un'emorragia interna, potrebbe essere necessario intervenire direttamente sulla causa della perdita.
Il tipo e la quantità dei fluidi devono essere stabiliti dal veterinario in base alle condizioni dell'animale: proprio per questo non esiste un trattamento domestico equivalente.
Perché intervenire rapidamente è così importante?
Quando il sangue non raggiunge adeguatamente i tessuti, le cellule iniziano a ricevere meno ossigeno.
L'organismo cerca inizialmente di compensare privilegiando gli organi essenziali, ma questo meccanismo ha dei limiti.
Se la condizione prosegue, possono comparire alterazioni sempre più importanti fino al danno degli organi e al collasso della circolazione.
Prima viene individuata e trattata la causa, maggiori sono le possibilità di recupero.
Una regola semplice da ricordare
Se un gatto ha subito un trauma importante oppure una consistente perdita di sangue o liquidi e successivamente appare molto debole, freddo, poco reattivo, respira rapidamente o presenta gengive insolitamente pallide, non aspettiamo di vedere se passa.
Contattiamo immediatamente il veterinario.
Lo shock ipovolemico non può essere diagnosticato con certezza osservando semplicemente il gatto a casa, perché diversi problemi possono produrre sintomi simili.
Ma non è necessario avere una diagnosi per prendere la decisione più importante: riconoscere che qualcosa potrebbe essere seriamente compromesso e chiedere assistenza veterinaria senza perdere tempo.
*Nota: questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non sostituisce la valutazione, la diagnosi o il trattamento da parte di un medico veterinario.
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