Toscana: scoperta la “fattoria degli orrori”, salvati decine di animali
In provincia di Grosseto, nella zona di Caldana nel comune di Gavorrano, le autorità hanno scoperto una struttura definita dagli investigatori una vera e propria “fattoria degli orrori”, dove numerosi animali vivevano in condizioni estremamente degradanti.
L’intervento è avvenuto dopo alcune segnalazioni che parlavano di animali detenuti in condizioni sospette. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri forestali insieme ai veterinari dell’ASL, trovando una situazione che gli stessi operatori hanno definito drammatica: recinti sporchi, rifiuti accumulati, strutture improvvisate e animali privi delle cure minime.
Tra i casi più gravi quello di un cinghiale di circa cinque anni, trovato legato con una corda molto corta all’interno di un piccolo spazio circondato da lamiere. L’animale, secondo quanto emerso, sarebbe rimasto in quella condizione per molto tempo senza possibilità di movimento adeguata.
Durante l’operazione sono state recuperate anche circa trenta pecore, alcune delle quali in stato di evidente trascuratezza. Gli animali sono stati presi in carico dai servizi veterinari per ricevere cure e valutazioni sanitarie.
Il proprietario della struttura è stato denunciato per maltrattamento di animali, mentre proseguono le verifiche per accertare eventuali ulteriori responsabilità e capire da quanto tempo la situazione fosse presente.
Questo episodio riporta ancora una volta l’attenzione sul problema delle detenzioni illegali o irresponsabili di animali, spesso scoperte solo grazie alle segnalazioni dei cittadini.
Le associazioni animaliste ricordano che casi simili non sono purtroppo isolati e che la collaborazione tra cittadini, volontari e autorità rimane uno degli strumenti più importanti per intervenire in tempo e salvare gli animali da condizioni di sofferenza.
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Toscana: scoperta la “fattoria degli orrori”, salvati decine di animali
In provincia di Grosseto, nella zona di Caldana nel comune di Gavorrano, le autorità hanno scoperto una struttura definita dagli investigatori una vera e propria “fattoria degli orrori”, dove numerosi animali vivevano in condizioni estremamente degradanti.
Pubblicato: 08/03/2026
L’intervento è avvenuto dopo alcune segnalazioni che parlavano di animali detenuti in condizioni sospette. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri forestali insieme ai veterinari dell’ASL, trovando una situazione che gli stessi operatori hanno definito drammatica: recinti sporchi, rifiuti accumulati, strutture improvvisate e animali privi delle cure minime.
Tra i casi più gravi quello di un cinghiale di circa cinque anni, trovato legato con una corda molto corta all’interno di un piccolo spazio circondato da lamiere. L’animale, secondo quanto emerso, sarebbe rimasto in quella condizione per molto tempo senza possibilità di movimento adeguata.
Durante l’operazione sono state recuperate anche circa trenta pecore, alcune delle quali in stato di evidente trascuratezza. Gli animali sono stati presi in carico dai servizi veterinari per ricevere cure e valutazioni sanitarie.
Il proprietario della struttura è stato denunciato per maltrattamento di animali, mentre proseguono le verifiche per accertare eventuali ulteriori responsabilità e capire da quanto tempo la situazione fosse presente.
Questo episodio riporta ancora una volta l’attenzione sul problema delle detenzioni illegali o irresponsabili di animali, spesso scoperte solo grazie alle segnalazioni dei cittadini.
Le associazioni animaliste ricordano che casi simili non sono purtroppo isolati e che la collaborazione tra cittadini, volontari e autorità rimane uno degli strumenti più importanti per intervenire in tempo e salvare gli animali da condizioni di sofferenza.
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